“IL DIRITTO DI CONTARE”

... e la lotta per un cambiamento

0

Il  film statunitense dal titolo originale  inglese “Hidden Figures”(figure nascoste),in italiano “il diritto di contare,” risale  al 2016 ed è tratto dal  libro omonimo di Margot Lee Shetterly. Appartiene al genere biografico/drammatico e  racconta la storia vera della matematica, scienziata, fisica afroamericana Katherine Johnson(Taraji P. Henson) con il ruolo di protagonista, affiancata da due  colleghe come lei afroamericane :Dorothy Vaughan (supervisore non ufficiale) e Mary Jackson (aspirante ingegnere.

Katherine, una donna talentuosa ,ironica  e geniale, riesce a collaborare con la NASA come calcolatrice al Langley Research Center di Hampton, sfidando   il razzismo e il sessismo all’interno del tumultuoso  scenario storico   degli Stati Uniti degli anni Sessanta, esattamente tra il  1961 e il 1962 , in piena   segregazione razziale. Katherine è la prima persona  di  colore a lavorare in un edificio i cui i bagni erano riservati ai soli bianchi,  costretta  spesso a percorrere lunghi tragitti  per utilizzare la toilette consentita  anche ai neri. La storia di Katherine è  ,dunque, la storia di una donna,  per giunta di colore, che  si scontra con le difficoltà dovute ai pregiudizi razziali e al poco rispetto da parte dei colleghi,  tutte cose che le impediscono di   agire liberamente per mettere in pratica la sua abilità che, invece, si  rivelerà  preziosa per la missione e il rientro della capsula spaziale di Glenn nell’atmosfera terrestre. Dopo il successo del rientro, Katherine, infatti, continuerà a lavorare per la NASA,  riuscendo a tracciare le traiettorie per il Progetto  Mercury e   la missione Apollo 11 che porterà l’uomo sulla luna, realizzando il sogno americano della conquista dello spazio. La pellicola  del regista , Theodore Melfi,   che tra l’altro vanta  un cast importante di attori tra i quali il grande Kevin Costner (Al Harrison),  racconta, non  solo  la triste storia  della diversità razziale , ma anche  delle  discriminazioni derivate dall’appartenenza  al genere femminile all’interno di  ambienti per tradizione riservati solo  agli uomini .

Le tre  coraggiose donne,  malgrado tutto , riescono comunque  a dare vita ad un cambiamento sgretolando,  a poco a poco, il   muro dei    vili  pregiudizi, iniziando a “contare” per se stesse e per gli altri, dando un notevole contributo alla società mettendo in campo le  loro competenze ( frutto di sacrifici e di lotte) per arrivare a usufruire degli spazi riservati ai soli maschi “bianchi”.  Il film sembra suggerirci che anche le figure femminili sono da  associare ai grandi cambiamenti della storia  dell’umanità e del  progresso come  protagoniste di eventi importanti . Il successo americano nello spazio è  stato ,infatti, determinato  da figure femminili capaci di gettare le basi per un cambiamento non solo scientifico, ma anche sociale e culturale. Il messaggio del film  è, quindi, la chiara  manifestazione  di un cambiamento attraverso la  coraggiosa  presa di posizione delle donne  nella  lotta per l’emancipazione femminile, il superamento delle discriminazioni razziali e il raggiungimento della parità tra i sessi. Si tratta di un cambiamento non privo di  difficoltà, rappresentato  simbolicamente  dalle vicissitudini delle  tre  scienziate   in lotta contro  l’immaginario collettivo  maschilista  della   donna per natura inferiore all’uomo, relegata a ruoli subalterni o  chiusa nell’ambito della famiglia senza un compito  che vada oltre le mura domestiche, un pregiudizio ancora duro a morire se pensiamo che , oggi, nei paesi più industrializzati il numero delle donne  che lavora e  raggiunge l’apice della carriera è ancora  ridottissimo . Il nostro paese, per esempio,  è  penultimo in Europa per partecipazione femminile al mondo del lavoro ridotta ad  ambiti lavorativi  meno prestigiosi e retribuiti . Con la  semplicità della storia  di vita delle tre scienziate  (a tratti  necessariamente romanzata e forse anche un po’ buonista)  e la  bellezza della colonna sonora,   il film, che ha ricevuto non a caso  tre candidature ai Premio Oscar, ci porta inevitabilmente a confrontare  due epoche diverse e lontane nel tempo: la nostra e quella delle tre donne, incredibilmente e tragicamente  vicine perché cariche  di pregiudizi   che il tempo e le faticose conquiste non hanno del tutto sconfitto.  In determinati    ambienti sociali,  l’ignoranza continua  a coincidere ,  spesso ,con la   creazione di falsi stereotipi legati al colore della pelle e all’appartenenza al sesso femminile ritenuto  debole e inadatto a svolgere determinate mansioni  strettamente  e vergognosamente riservate ancora  ai soli   uomini .  Per aiutare a sfatare simili preconcetti  vale  la pena di vedere il film e riflettere su una  storia  dove il genio non ha colore né sesso ma una determinazione tale da riuscire a scardinare qualsiasi pregiudizio !

 Dorotea Rizzo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here