Ma Lorenza Di Liberto chi è?

Intervista semiseria di una cuoca e scrittrice piena di passioni

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Già in tanti avete avuto modo di leggere e provare le nostre ricette ideate e proposte da una cuoca sopraffina, piene di amore per la cucina e la buona tavola. Noi de Il Siciliano abbiamo chiesto a Lorenza di descriversi ai nostri lettori ed ecco la versione che lei da di se stessa … Sono Lorenza Di Liberto, al tempo dei crociati era Di Libertà ed il mio avo, Lorenzo Arcibaldo Vercingetorige Pippinu Conte del Basilico granducato di Padella, era un cavaliere del regno Dell’Aglio e combatteva per la libertà e la parità dei sessi in cucina, dell’aglio e della cipolla. A vent’anni sello’ il suo cavallo e tra lacrime ( troppa cipolla) e abbracci, niente baci ( troppo aglio) e con il suo scudo basilicato, color verde smeraldo, attraverso lo stretto e si fermo in una terra al di la’ dello stretto per tanto tempo, che prese il nome di Basilicata per via del suo scudo che lo protesse contro i nemici più accaniti, i figli acidi del duca Arnaldo Rossopomodoro, granducato della Pizza. Dopo un accanito e fervido corteggiamento ne sposo’ la figlia, Margherita, e nacque così un delizioso fagotto, Margherita Trenette che invece che a latte fu nutrita con salsa fresca di pomodoro e basilico, da qui la classica ricetta di ” Trenette al pesto di basilico in rosso di fresco pomodoro”. Margherita Trenette divenne una bella fanciulla e divenne bocconcino prelibato, e la sua bellezza varco’ i confini del granducato. Un giovine principe del regno delle due Sicilie , bellissimo ma dalle carni bianche e dalla chioma rossa, Scorfano Tommaso Turiddu, detto il bel Tom, principe dell’isola delle Formiche, la sposo’ e dalla loro unione nacquero tre figlie , Vongola Rusulia, Cozza Agatina e Triglia Feliciuzza. Queste tre bellezze, appena furono in età da maritare andarono in sposa con :: Vongola Rusulia sposo’ Sarago Francesco del ducato di Venezia e non vi dico che matrimonio fu, chi abbili, chi abbili, ( che bile ) tante furono che il fegato di Vongola Rusulia si disfece e qui nacque la ricetta del ‘fegato alla veneziana’ . Cozza Agatina, petulante sempre con la bocca aperta a mostrare quella specie di lingua senza culuri, sposo’ un giovine nobile del tacco italiano, tale Maccheroncino Alessandro della casata degli Strangolapreti , e qua nasce la ricetta degli ” Strangolapreti alle cozze e pomodorino” . La terza figlia, dolce e bella, Triiglia Feliciuzza andò in sposa ad Conte Prezzemolo Antonio della contea di S. Nicola L’Arena e del granducato siciliano del Buonpescado e del feudo dell’Olivanera, E qui la ricetta della ” triglia al prezzemolo e olive nere “. Triglia Feliciuzza soffre in inverno per la troppa umidità e scelgono di abitare lontano dal mare e vanno in una contea sotto la collina vicino la città di Panormus, oggi Palermo, antica capitale di fulgida bellezza e ricca di viaggiatori arabi. La libertà che si respira in città si appropria del cuore dell’ ultimo dei figli, Turidduzzu Tonnarello che ormai giovincello e di bell’aspetto decide di andar via e dopo aver chiesto in sposa Mentuccia Agghia, connubio perfetto, da qui la ricetta “tunnareddu ‘cu sucu mentuccia e aglio” Vanno per mare e non si avranno più notizie per anni….arriviamo ai giorni nostri, io Lorenza Di Liberto, ormai nobile solo nell’anima, squattrinata e non più di giovine età, ma di cavalcante fantasia e di allegra e buona cucina Vi invito adesso ad inebriarvi con i profumi dei miei piatti….fatti di nobili e freschi ingredienti e conditi da amore smoderato per questa terra .

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