Il rapporto con i collaboratori durante la crisi: è tutto finito?

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A cura del dott. Carmelo Frascati, Area Channel Sales Manager presso Fastweb

Il periodo che stiamo vivendo non ha precedenti nella memoria storica di ognuno di noi, di certo, conosciamo un po’ tutti dei testi relativi al periodo della peste ma leggere è diverso rispetto al vivere una realtà che sembra surreale. Nessuno di noi poteva mettere in preventivo tale situazione, sia nella vita privata che nella vita lavorativa e in particolare nell’attività imprenditoriale. Dalla frenesia lavorativa data da: fornitori, clienti, banche, dipendenti, debiti, crediti, pianificazioni ecc ecc, siamo passati ad un blocco totale del mercato che ci ha colpiti quando tutto era già in corso d’opera: commesse da evadere, mutui da pagare, scadenze fiscali, contributi, affitti, stipendi, ricerca di nuove soluzioni, accordi commerciali.

Siamo nella più totale confusione e, malgrado lo Stato cerchi di dare supporto dall’alto, noi, dal basso, vediamo come questi aiuti non sono sufficienti, mal gestiti e burocraticamente complicati.

Una cosa è certa: non saranno gli aiuti esterni a far ripartire le attività di Business, ma solo e soltanto la capacità dell’imprenditore e la sua buona volontà nel rimboccarsi le maniche e gestire al meglio il post crisi. Il “bello” di un problema è che ha sempre una soluzione, altrimenti non sarebbe definibile tale. Con ciò, non voglio dire che tutto è fattibile e che non avremo conseguenze, ma sicuramente non possiamo cambiare i fattori esogeni (pandemia, decreti a supporto dell’imprese, ripresa del mercato) e neanche vivere in modo passivo la situazione, dunque cerchiamo di non esserne vittime.

Ma come stiamo reagendo a tutto ciò? Che scenari abbiamo di fronte? Come stiamo gestendo i nostri clienti? Come stiamo gestendo e come gestiremo le risorse umane?

Le strade da seguire sono due:

  1. piangerci addosso nell’attesa di un miracolo divino,
  2. reagire e sfruttare questo shock economico come scenario di nuove opportunità.

Qui entra in gioco la corretta mentalità di un imprenditore: colui il quale ha costruito bene oggi si ritroverà nelle condizioni migliori per ripartire al meglio dopo una tale pandemia.

Fra le tante problematiche che un imprenditore si trova ad affrontare, ho scelto di parlare della corretta gestione della risorsa umana in uno scenario di crisi come quello che stiamo vivendo. Tutto è bello finché c’è fatturato, prosperità ed aspettative di crescita, ma come si gestisce una situazione del genere? Come possiamo attenuare i danni che di certo ci saranno? Chi ha visto e vede la risorsa umana come un peso economico, un problema, un costo è sulla strada sbagliata. Chi ha visto e vede, invece, la risorsa umana come capitale, soluzione, supporto è un vero imprenditore e sicuramente ha più possibilità di ripresa.

Il lavoro propedeutico che, a prescindere dalla crisi in atto, un imprenditore doveva fare, è quello di coinvolgere i propri dipendenti palesando le dinamiche aziendali: i guadagni, le perdite, i successi, le sconfitte e la visone strategica. Ricordatevi che, l’obiettivo di un imprenditore non è quello di fare soldi, ma di sopravvivere nel mercato garantendo ai propri dipendenti, tramite la propria visone strategica, la conduzione di una vita dignitosa in un lungo periodo. A questo punto i soldi diventano uno strumento per raggiungere il reale obiettivo.

Il concetto che occorre trasmettere è quello della “Nostra impresa” e non quello della “Mia impresa”.

È essenziale il gioco di squadra ove i ruoli diversi concorrono tutti verso lo stesso scopo. Non esiste un ruolo meno importante di un altro, sicuramente ci sono quelli più strategici, ma tutti fondamentali. Occorre avere un’apertura mentale nei confronti dei propri dipendenti, i quali a volte, fraintendendo l’eccessiva disponibilità, rischiano di cadere nella mancanza di rispetto che incrina i rapporti lavorativi, pertanto la mediazione è alla base della leadership.

A questo punto è importante capire che i dipendenti sono menti pensanti e una loro idea può risultare un ottimo spunto per nuove soluzioni o attività di business. Ma come gestire in periodo di crisi i propri dipendenti? C’è chi magari dietro la crisi dice “non li pago”, c’è chi realmente non può pagarli, c’è chi vuole licenziare, c’è chi cerca di dire “si salvi chi può”. Bene, a questo punto ciò che paga è la trasparenza. Bisogna essere sinceri e mettere tutti davanti alla realtà

Il dipendente non è uno stupido e anche lui sta vivendo ciò che l’imprenditore vive e quindi non c’è nulla da nascondere. La “ricetta” vincente è il dialogo, trasparenza e coinvolgimento. È auspicabile mettere a fattor comune, coi propri dipendenti, quali sono gli scenari attuali e i probabili futuri. È necessario condividere i “numeri” dell’azienda e far capire che è responsabilità di ognuno salvaguardare il posto di lavoro. Non coinvolgerli significa rimanere soli.

In questo periodo è importante far vedere che si è tutti sulla stessa barca e uguagliare il tenore di vita, essendo l’imprenditore a dover dare l’esempio. Il concetto di squadra va applicato proprio quando le risorse economiche sono scarse, a tal proposito, ciò che c’è va diviso in percentuali uguali: “se c’è da mangiare caviale tutti devono mangiare caviale, ma se c’è pane duro tutti devono mangiare pane duro”. L’imprenditore deve mettere tutti sullo stesso piano e l’imprenditore stesso non è escluso.

Ricordatevi che il dipendente vede in voi un punto di riferimento, un ancora di salvezza e voi imprenditori non vi potete prendere il lusso di perdere la positività e l’ottimismo. Coinvolgere il dipendente lo porterà a comprendere e vivere insieme al proprio datore di lavoro la difficile situazione e non diventerà più una bocca da sfamare, ma braccia in più che aiuteranno ad uscire la terra dal fosso.

Se il dipendente vede:

  • un imprenditore che fa di tutto al fine di recuperare liquidità o supporti esterni come cassa integrazione, per garantire la sussistenza economica per una normale sopravvivenza in tempi di crisi
  • un imprenditore che lo rende partecipe delle dinamiche economiche aziendali
  • un imprenditore che cerca di trovare soluzioni lavorative da remoto, ove possibile, come lo smart working
  • un imprenditore che chiede supporto alle banche
  • un imprenditore che cerca di pianificare il post crisi

di certo capirà che ci sono speranze e che è nelle mani di un uomo capace che vuole continuare a fare impresa.

Da non sottovalutare che, oltre ad un aspetto organizzativo e di business, c’è un lato umano e deve essere coltivato. Il dipendente, che vede nella figura dell’imprenditore un leader, cercherà in lui anche il supporto per affrontare le problematiche personali. L’imprenditore, in veste di leader, deve sempre essere presente mettendo le proprie problematiche in secondo piano e mai dire “allora io che dovrei dire?…. ti lamenti tu?… se sapessi io che sto passando…”. Ci saranno di certo persone che perderanno il posto di lavoro, sapranno che non è dovuto a carenze personali, ma a fattori contingenti e, in fase di ripresa, le possibilità di riacquisirlo saranno più elevate.

La situazione non è semplice per nessuno e tutto ciò che ci aspetta di certo è una novità a cui siamo tutti impreparati, ma una cosa accomuna tutte le imprese: la CRISI e senza dubbio, visto dal punto di vista di business, tutte le aziende saranno nelle stesse condizioni. Sfruttate questo tempo per pianificare una trasformazione digitale e di pensare seriamente al commercio elettronico. Fatevi supportare da manager professionisti e impiegate questo tempo alla formazione personale e, ove economicamente possibile, a quella dei vostri collaboratori.

Solo insieme si vince e il business è uno “sport” di squadra

Andrà tutto bene!

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