Coronavirus: non facciamoci prendere dal panico!

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Dott.ssa Maria Luisa Bondì, già ricercatrice al Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR e attualmente co-titolare della Farmacia La Rocca in Ficarazzi.

A cura di Dott.ssa Maria Luisa Bondì

Stiamo vivendo in queste settimane una situazione non nuova, ma forse mai sentita in maniera così preoccupante dall’opinione pubblica, ovvero l’epidemia causata dal coronavirus Ssars-Cov2 che causa la sindrome Covid-19. Non è una condizione nuova in quanto, gettando lo sguardo agli ultimi 20 anni, ci siamo confrontati con molte epidemie causate da virus cosiddetti “emergenti” come l’influenza aviaria H5N1, l’epidemia di Sars del 2003, la pandemia del virus influenzale H1N1 del 2009, le epidemie di virus esotici come Mers-CoV, Nipah, Chikungunya, Zika che sono ormai parte della memoria di tutti.

Cosa rende Sars-CoV2 diverso dalle passate epidemie? Sicuramente il fatto di avere oggi dei focolai italiani. Ma anche questa non è una prima volta: è successo con Chikunugnya, ad esempio, con qualche centinaio di casi, così come la pandemia influenzale del 2009 ha causato centinaia di migliaia di casi in Italia. Sicuramente parte dell’angoscia deriva, oltre che dall’incognita che sempre un nuovo virus presenta, anche dalla grande enfatizzazione mediatica che questa nuova epidemia ha conosciuto sin dal suo esordio in Cina. Oggi ci stiamo pian piano rendendo conto che Sars-CoV fortunatamente non è né la Spagnola (influenza da H1N1 del 1918 che causò 70 milioni di morti nel mondo), né la Sars (che ha avuto una letalità da 20 a 100 volte superiore a quella che riscontriamo oggi per Covid-19). Tuttavia, come sempre accade quando ci si confronta con un nuovo virus, si impara a conoscerlo man mano che l’epidemia si sviluppa. Questo fa sì che, soprattutto nelle fasi iniziali, il susseguirsi di notizie a volte contraddittorie, o provenienti da fonti non credibili o competenti, generi confusione e disorientamento nel pubblico.

Il rischio di decesso in caso di contagio da nuovo Coronavirus è basso: per comprendere i casi che finora sono risultati fatali è importante conoscere le condizioni di salute delle vittime. L’infezione causa sintomi lievi/moderati – ovvero una specie di influenza – nell’80-90% dei casi». Certamente si è anche registrato che nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, «il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva». Il rischio di gravi complicanze, purtroppo, esiste: aumenta con l’età e soprattutto sono più a rischio le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o con deficit del sistema immunitario.

L’obiettivo non è certamente quello di sottovalutare il problema della diffusione delle infezioni da nuovo Coronavirus, ma di affrontarlo senza allarmismo e con consapevolezza. Anche il ministero della Salute sul suo portale precisa che «come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo Coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Si tratta di una malattia infettiva in grado di dare conseguenze anche gravi ma in una fascia di persone ben definita e a cui invece l’assoluta maggioranza delle persone risponde senza andare incontro a gravi patologie e quindi risponde con la guarigione. Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache».

Di qui l’importanza di fornire strumenti agili, di facile comprensione e allo stesso tempo di assoluto rigore scientifico al pubblico.

DIECI COMPORTAMENTI DA SEGUIRE

  1. Lavarsi spesso le mani
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  4. Coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  5. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcool
  6. Non assumere farmaci antivirali né antibiotici, ma solo dietro prescrizione medica
  7. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
  8. Usare la mascherina solo se c’è il sospetto di essere malato o se si assistono persone malate
  9. I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  10. In caso di dubbi non recarsi al Pronto Soccorso: chiamare il proprio medico di base e se si pensa di essere stato contagiato chiamare il 112.

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