Il Comune di Palermo “sfratta” l’ Istituto Gramsci italiano

In tanti si schierano dalla parte della cultura

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Entro il 30 settembre l’Istituto Gramsci Siciliano dovrà indicare una data per sgomberare dal padiglione dei Cantieri culturali il suo archivio storico, la biblioteca e l’emeroteca con giornali e riviste degli ultimi 75 anni. Lo “sfratto” è ordinato, con una lettera inviata in questi giorni, dal Comune di Palermo al culmine di una controversia aperta da tempo. Il Comune chiede canoni arretrati per oltre 70 mila euro. Secondo il Comune, l’Istituto Gramsci dovrà lasciare i Cantieri culturali se non salderà il debito contestato e impugnato davanti al giudice civile. L’Istituto Gramsci replica richiamando una norma del Regolamento comunale il quale prevede “per le associazioni di alta valenza e utilità sociale e istituzionale” che “il canone potrà essere conguagliato con l’acquisizione di servizi aventi finalità sociali .  Il presidente dell’Istituto Salvatore Nicosia ha dichiarato in un’intervista che “Qualora il Gramsci dovesse  esseresfrattato, come comunicato dagli uffici del Comune di Palermo il sindaco sarà, con noi, tra gli occupanti. Quindi siamo tranquilli, non credo che sfratteranno il sindaco”.

L’Istituto Gramsci Siciliano-Onlus, con sede a Palermo presso il Pad. 18 ai Cantieri Culturali della Zisa, è un’associazione senza fini di lucro, fondato nel 1978 da un gruppo di intellettuali siciliani animato dallo storico Francesco Renda. Ha cominciato a svolgere la propria attività dotandosi fin dall’inizio di una Biblioteca e di un Archivio storico, grazie ai quali offre una funzione culturale ad ampio raggio sia a studiosi che semplici cittadini con le sue strutture e la sua attività. Il suo è un servizio di elevato e riconosciuto valore di attività di raccolta, tutela e valorizzazione del patrimonio documentario, archivistico, bibliografico e di fonti orali relativo alla storia della Sicilia e al suo ruolo nell’area mediterranea, nonché di promozione culturale, di formazione, di istruzione e di ricerca in questo ambito specifico. Storia, politica, economia, letteratura, urbanistica, antropologia, beni culturali, sociologia costituiscono i campi più frequentati da iniziative tutte accomunate dalla costanza dello sguardo rivolto alla società, alle sue tradizioni, ai suoi fermenti innovativi, alle sue svolte epocali  L’Istituto ha sviluppato, nei molti decenni della sua esistenza, una intensa attività di ricerca sotto forma di convegni, seminari, dibattiti, mostre, pubblicazioni, spesso in collaborazione con istituzioni culturali italiane e straniere.

L’Archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica della Sicilia  conserva documentazione che va dagli anni ’40 del Novecento agli anni 2000, attualmente conserva 58 fondi tra archivi di enti e associazioni, di persone e raccolte documentarie. Per la sua ricchezza e per la sua specificità rappresenta una preziosa e imprescindibile fonte per la conoscenza della storia contemporanea della Sicilia e del Mezzogiorno.

La Biblioteca conserva materiale bibliografico sulla storia del Mezzogiorno d’Italia e della Sicilia. Il patrimonio librario, di oltre 35.000 volumi, comprende, oltre a libri di storia e di politica, numerosi testi di letteratura, filosofia, diritto, scienze naturali, etc., sicché la Biblioteca assolve anche un ruolo di centro di lettura aperto alla città. L’ Istituto Gramsci nella sua Emeroteca, aperta alla consultazione pubblica, possiede le raccolte di noti quotidiani locali e nazionali, tra i quali: il Giornale di Sicilia (posseduto dal 1949), L’Ora (posseduto dal 1949, richiestissimo), L’Unità (posseduto dal 1933), La Repubblica (posseduto dalla fondazione 1976), e tanti altri. 

 A sostegno del Gramsci si sono schierati la Cgil ed esponenti del mondo della cultura non solo siciliana.

(fonte ANSA).
   

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