Villabate, Esposito risponde su Tari, differenziata e servizi sociali

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Assessore Esposito, qual è l’azienda che si occupa dei rifiuti? A quanto ammonta il costo annuale  di questo servizio?
Il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti è stato affidato alla Tech Servizi S.r.l. nel 2016 con un contratto che cesserà nel 2023. Il costo del servizio è corrisposto attraverso un canone contrattuale annuale che ammonta a euro 2.488.727,70. A questi si aggiungono i costi per gli impianti di smaltimento, la società di regolamentazione e altri  costi di gestione che nel 2020 hanno fatto registrare un costo totale pari a euro 4.100.000 circa. 

Sappiamo che il costo del servizio dovrebbe essere finanziato interamente dalle entrate della Tari, ma sappiamo anche che ciò non avviene.
Nello stesso anno a fronte di tale esborso, la somma incassata è stata pari a euro 1.612.936.        

A quanto ammontavano gli incassi della Tari dell’anno precedente? 
1.806.672,40 di euro

Considerato che viene incassato quasi un 1/3 del dovuto, con quali risorse il Comune riesce ad ottemperare agli impegni pattuiti da contratto con l’azienda e i proprietari delle discariche?
Per far fronte alla minor entrata l’Ente impiega le somme che incamera dall’imposta sugli immobili, dall’anticipo di liquidità di cassa e da altre entrate. Per il recupero delle somme non versate, l’Ente ha stipulato una convenzione con “Andreani Tributi S.p.A.” alla quale è stato affidato il servizio di riscossione coattiva.

Quindi parliamo di debiti che si accumulano a quelli precedenti. Non si rischia di mettere in crisi la tenuta dei Servizi Sociali? Riuscite a veicolare il messaggio secondo cui chi non paga la TARI (ed essendo nelle condizioni di farlo) toglie al Comune la possibilità di offrire più servizi?
È chiaro che, dovendo coprire le minori entrate dalla Tari, ci si trova nelle condizioni di dover privare il cittadino di alcuni servizi, come per esempio il trasporto pubblico urbano o ci si ritrova a dover rattoppare le buche che si creano sulle strade urbane piuttosto che asfaltarle interamente. La conseguenza naturale è quella che tutti vorremmo evitare e cioè dover dichiarare il dissesto economico.

Quali sono gli ultimi dati della raccolta differenziata?
Alla data del nostro insediamento, la percentuale dei rifiuti si attestava intorno al 20 %, dato assai lontano da quello imposto dalla Legge regionale 9/2010 che impone ai Comuni siciliani di impegnarsi affinché si raggiunga la percentuale minima di raccolta del 65%. Nei primi 10 mesi del 2020 a Villabate si raccoglievano rifiuti ogni giorno, dal lunedì al sabato, fino a conferire più di 100 tonnellate a settimana di rifiuto indifferenziato negli impianti che avevano disponibilità. Questa pratica, se da una parte rendeva il Paese più pulito, dall’altra, secondo il mio parere, ha disincentivato le persone a differenziare e inoltre ha fatto innalzare i costi di gestione che i cittadini, per volontà della Giunta, pagheranno nei prossimi 3 anni. Dalla data del nostro insediamento, ci siamo dovuti scontrare con una vera e propria emergenza dettata dalla chiusura dell’impianto di smaltimento dei rifiuti che fortunatamente si è risolta nei primi giorni di gennaio 2021 ma che inevitabilmente ha spinto il Dipartimento Regionale dell’acqua e dei Rifiuti, a contingentare il conferimento, assegnando per il nostro Comune un massimo di 54 tonnellate a settimana e contestualmente richiamare l’attenzione dei Comuni al rispetto della Legge Regionale 9/2010 in ordine al rispetto delle percentuali di raccolta da raggiungere. Così, grazie ad un lavoro incessante di squadra, fatto con il responsabile dell’ufficio Igiene Ambientale, Arch. Paolo Cuccia, e con il Direttore dell’esecuzione contrattuale, Geom. Salvatore Fontana, di concerto con i responsabili della Tech servizi sul territorio, Ing. Irene Michelon e Geom. Mimmo Pioppo, si è identificato il corretto codice ad ogni rifiuto prodotto nel territorio (frazione organica, rifiuto da sfalcio e potatura, rifiuto da spazzamento stradale etc.) e si è proceduto all’individuazione degli impianti idonei allo smaltimento di questi rifiuti, evitando così di conferire tutto come rifiuto indifferenziato con l’applicazione delle sanzioni. Questo, oltre a contenere i costi di conferimento, che per l’indifferenziato si aggirano intorno a 250 euro a Tonnellata, ha consentito di fare impennare la percentuale di raccolta differenziata che da gennaio si attesta intorno al 60 %.

Risulta che anche il costo per tonnellata del materiale organico si aggiri sui 200 – 250 euro. Come mai? Se da un punto di vista ambientale si crea meno inquinamento (attraverso il percolato si crea una sorta di fermentazione organica dovuta all’infiltrazione d’acqua piovana nelle discariche)  dal punto di vista dei costi non cambia nulla, eppure si pensava che dal rifiuto organico i Comuni potessero addirittura avere vantaggi economici.
La Sicilia paga lo scotto di non avere impianti di trasformazione della frazione organica in compostaggio e questo giustifica l’alto costo per il conferimento. Gli impianti che accolgono la frazione organica sono strutture di trasferenza che raccolgono il rifiuto per trasferirlo successivamente fuori Regione. Le spese di trasporto fanno lievitare i costi di conferimento. Il nostro Comune oggi conferisce la frazione organica presso un impianto di Carini al costo pari a 215 euro a tonnellata. La SRR (società per la regolamentazione del servizio del servizio di  gestione dei rifiuti), costituita con la legge regionale 9/2010, ha anche il compito di creare gli impianti necessari per consentire ai Comuni di conferire a costi sicuramente più contenuti.

Sarebbe interessante, considerati gli abbandoni nelle periferie di rifiuti di ogni genere compresi quelli ingombranti, sapere quante multe sono state elevate e in quanti hanno pagato. E’ stata avviata una campagna di sensibilizzazione e di educazione (c’erano ancora condomini sprovvisti di bidoni) nei confronti di chi non differenziava e anche nei confronti di chi differenziava in maniera errata, che ha permesso di recuperare qualche punto percentuale. Per i più cronici, mi riferisco a quei soggetti che mostrano un rifiuto nei confronti della raccolta differenziata, l’unica soluzione è l’azione di repressione che in alcune zone, grazie ad un paio di telecamere di cui l’ente è in possesso è già in essere e sta già dando i primi frutti. Negli ultimi mesi sono state elevate 198 contravvenzioni e altre 15 devono essere notificate. Ad oggi un buon 50% di esse sono state pagate. Installeremo circa 55 telecamere su tutto il territorio comunale con la speranza che questa azione possa convincere i cittadini a rispettare le regole. È in agenda un incontro con il responsabile della Rap di Palermo alla quale chiederemo maggiore presenza da parte dell’azienda sui territori di loro competenza che si trovano al confine con i nostri, nei quali ad oggi non risulta essere attivo il servizio di raccolta da parte della RAP: mi riferisco a via Messina Marine e Via Guglielmini. Tanti cittadini del capoluogo non avendo dove conferire i rifiuti abbandonano sul nostro territorio e questo non vogliamo che accada ancora.

A proposito di periferie, i condomini di una scala del plesso popolare di Fondo Vitale lamentano un guasto alla colonna di scarico che non consente il regolare flusso delle acque con inevitabile risalita.
Si è un problema segnalato all’IACP che correttamente riferiva che all’intervento di riparazione doveva provvedere il condominio. In passato era già capitata una situazione analoga e l’Istituto aveva provveduto alla riparazione con successivo addebito ai condomini. Personalmente mi sono preoccupato di insistere affinché l’IACP intervenisse anche in questa circostanza, stante il fatto che avendo procurato una rottura al tubo di scarico si era creata una fogna a cielo aperto e così il problema è rientrato. In questa circostanza abbiamo anche cercato di far comprendere che è importante che il condominio si amministri in autogestione così come prevede il codice civile.

Le periferie, in tutti i Comuni, rappresentano la parte del territorio che riceve meno servizi da parte delle amministrazioni. Come si può agire contro questo vulnus?
Questo è vero, intanto abbiamo anche presentato il progetto di ristrutturazione della scuola sita nel quartiere con la speranza che possa essere finanziato e nel frattempo stiamo provvedendo con la pulizia generale delle strade, con la manutenzione e la pulizia del verde, con l’installazione di nuove telecamere per scoraggiare gli abbandoni che in questi anni sono risultati copiosi.

Non tutti i Comuni, anzi direi quasi nessuno, utilizzano i percettori di Reddito di Cittadinanza per servizi di utilità pubblica. A Villabate ci state pensando?
Abbiamo presentato due progetti denominati “Progetti di utilità collettiva” di cui abbiamo già ricevuto le somme di finanziamento, che prevede l’utilizzo di 60 percettori di reddito di cittadinanza; 30 di questi si occuperanno della pulizia e cura del verde pubblico e gli altri 30 per l’assistenza domiciliare. Un terzo progetto, che prevede l’impiego di altri 30 percettori per la pulizia delle strade, è al vaglio del distretto di cui il Comune fa parte e speriamo che possa essere finanziato al più presto.Perché il Comune  dovrebbe  ricevere finanziamenti per l’utilizzo dei percettori di RdC, considerato che già ricevono un compenso dallo Stato. A cosa dovrebbero servire queste somme?
I progetti prevedono un investimento economico per corsi di formazione, acquisto materiale ed attrezzature e copertura assicurativa.

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