1000 volte ti amo. Oltre l’oblio

Secondo Capitolo

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Cam riaprì gli occhi dopo un paio di giorni, quando era giunto in clinica le sue condizioni erano critiche,  lo avevano registrato sotto falso nome per non avere problemi con la stampa. Aveva tanto di quell’alcool in corpo da riuscire a spedire all’altro mondo anche un bevitore più incallito di lui. I polmoni erano ad un passo dal collasso, Cam era stato intubato e sottoposto a terapie di disintossicazione e reidratazione. Mike aveva annullato tutti suoi appuntamenti ed era rimasto accanto a lui a sperare che si salvasse, se avesse creduto in qualcosa si sarebbe messo pure a pregare visto il momento disperato. Si ritrovò in quelle ore a pensare a Cam, come era quando lo aveva conosciuto, come era stato colpito da quel ragazzo così bello e così dannatamente triste, che già a poco più di vent’anni sembrava avere vissuto una vita più tragica e disagiata di tanta gente più matura di lui. Adesso Cam era disteso in un letto quasi in fin di vita, precipitato verso una sorta di autodistruzione, e lui, il suo agente, il suo unico amico non riusciva  a tirarlo fuori. Altri al posto suo avrebbero abbandonato la nave, ma non lui.

Cam Donnel, 33 anni appena compiuti aveva cominciato la sua carriera con piccole parti in qualche serie TV non molto famosa, grazie  a qualche flirt con attricette più note di lui era finito  sulle pagine delle riviste patinate; così il personaggio di Cam Donnel cominciò a venir fuor. Mike Farwal, il magnate dei manager delle stars lo aveva notato così: più per il suo volto che spaccava lo schermo che per la sua bravura. Lo sguardo magnetico del blu intenso di Paul Newan unito al sorriso ed al fascino irresistibile  di  Jude Law. Grazie a Mike aveva frequentato corsi di recitazione di alto livello con i migliori actor coach, e quando lo aveva ritenuto pronto lo aveva fatto scritturare   in alcuni film di discreto successo, anche se ancora in parti secondarie. Su di lui Mike aveva scommesso, il ragazzo aveva talento e non voleva assolutamente che si bruciasse con critiche negative o film di serie B. I programmi televisivi dove era ospite registravano ascolti da record, la sua era la storia strappalacrime per eccellenza, non necessitava di aggiunte per suscitare l’empatia del pubblico e la simpatia dei fan. La vita di Cam era vicina a quella di molti, era la storia di  chi crede fermamente nel proprio sogno ed investe tutte le sue energie nel perseguimento della meta, malgrado la vita continui a tirargli pugni contro. Cam era figlio di una ragazza madre che viene abbandonata dopo il parto, non aveva mai saputo nulla di suo padre, tranne che già all’età di vent’anni facesse un uso smodato di alcool e droghe. Aveva abbandonato sua madre, Nora, appena aveva saputo di averla messa nei guai ancora minorenne. Nora abitava nei sobborghi di Londra in una casa dove ci si guadagnava da vivere onestamente, ma la famiglia non era certo agiata, si arrivava a stento a fine mese fra affitto e bollette da pagare. I genitori di Nora non furono certo felici per la notizia, così lei fu costretta a sedici anni ad abbandonare le scuola per andare a lavorare e  riuscire  a tirare su questo bambino, che aveva preso ad amare più della sua stessa vita. Nora  aveva cominciato a lavorare come cameriera nei pub. La paga era bassa ed il lavoro sfiancante, arrivava a casa distrutta alle tre o quattro del mattino, giusto un paio di ore di sonno e poi doveva alzarsi per prendersi cura di Cam. I suoi genitori lavoravano tutto il giorno, quando loro rincasavano per lei era già ora di uscire per andare al pub.

Dopo un po’ di tempo Nora era esausta  per la mancanza di sonno, per il lavoro massacrante  e per lo stress, così una sua amica la convinse ad esibirsi in un locale di striptease. Qui si guadagnava bene, ma la discesa era assicurata: si faceva uso di coca per annebbiare la mente, non sentire la fatica e per riuscire ad andare avanti e trovare la forza per  dimenticare lo squallore in cui si era costretti a vivere. Presto Nora cominciò ad entrare nel giro della droga e della prostituzione, non si contarono più le volte in cui era stata messa in galera, fino a quando una mattina arrivò la telefonata della polizia che comunicava la notizia alla famiglia: la morte di Nora. Nora morì all’età di venticinque anni durante un festino in cui circolavano alcool e droghe sintetiche, si ipotizzò anche una partita di cocaina tagliata male, ma ai genitori non interessò molto sapere il come o il perché, si chiusero nel dolore e si continuarono ad occupare di Cam, che ormai viveva con loro considerandoli i suoi unici genitori. Cam aveva solo nove anni quando morì sua madre, ma di lei conservava solo vaghi ricordi, l’unica persona che  manteneva una certa stabilità nella sua vita era sua nonna, grazie alla quale  riuscì a completare gli studi ed a mantenersi sulla retta via lavorando come fattorino o cameriere. Cam non tralasciò mai di studiare nelle scuole di recitazione, anche se non molto famose, e a presentarsi a tutti i provini possibili, fino a quando non venne notato per la sua bellezza e cominciò a recitare, prima nei teatri e poi con particine piccole  in soap-opere fino a “farsi un nome”. Grazie ai social ebbe una discreta fama, prima le ragazzine, poi  le donne di tutte le età  cominciarono a seguirlo, mentre lui per accrescere la sua fama  si faceva vedere in giro con attrici già note per attirare l’attenzione dei media.  E’ a questo punto della storia che incontra Mike Farwel che lo porta ad Hollywood e comincia a farlo lavorare nel  mondo del cinema. La vera svolta Cam la ebbe quando  il noto regista Andy J. Montgomery lo scelse come protagonista del suo ultimo film insieme ad Alice Falck, l’attrice da 30 milioni di dollari. Malgrado lei avesse quindici anni in più di lui, non ci volle molto a che i due si iniziassero a frequentare anche fuori dal set. La loro love story fece sognare tutto il pianeta. Lei la star più acclamata del botteghino per quest’attore pressoché sconosciuto, lasciò Rupert Holm  il famoso leader della rockband Steel Guns, una delle più acclamate del momento sempre in vetta alle classifiche. E mentre sul grande schermo usciva il loro film “Inferno d’amore”, in cui le scene hot non si risparmiavano per la gioia dei fan, i due attori in giro per i locali più famosi di New York e le mete più esotiche vivevano un amore come non si vedeva dai tempi delle stars degli anni 50. Non c’era rivista in cui lei, camuffata da enormi occhiali da sole Gucci,  non si lasciava baciare appassionatamente da Cam sulle spiagge della Polinesia o in cima alle Dolomiti. Fino a quando la Falck non si decise, con un comunicato, a rendere noto ai suoi fans che la storia con Holm era finita e che il suo unico e grande amore era Cam Donnel. Il quale ovviamente ricambiava questa passione con regali milionari e vacanze da sogno. Da lì a poco più di una anno girarono un altro film: “ The Immortals”, ispirato ad una saga sugli dei dell’Olimpo, neanche a dirlo nei panni di Afrodite: la bellissima Alice, mentre Cam interpretava Ares: l’amore fedifrago della dea. Presente alle riprese sul set, sempre più spesso si faceva vedere lo scrittore della saga, James Mc Lown, un affascinante scozzese dalle discendenze nobili con tanto di castelli nelle highlands. Tra i tre nacque subito una bella amicizia. Alice e Cam erano ancora in piena passione da luna di miele, ed era anche interesse dei produttori mantenere i riflettori puntati sulla loro storia d’amore tanto appassionata. Non mancavano le anticipazioni per i fans riguardo al film, annunciando scene bollenti fra i due amanti e corpi nudi avviluppati sulle spiagge calde della Grecia. In quel periodo nulla avrebbe lasciato presagire il disastro e Cam era l’uomo più felice della terra.

“Dove sono – biascicò Cam con la bocca  impastata –  cosa è successo?”

Stava per alzare la testa dal cuscino, ma tutta la stanza parve cadergli addosso, così chiuse subito gli occhi per non vomitare e per calmare la fitta che sembrò attraversargli le tempie. Mike chiamò subito l’infermiera, che con la sua divisa candida e con passi felpati attutiti dalle ciabattine di feltro, si presentò nella stanza come se si fosse materializzata dal nulla.

“Bene, si è svegliato finalmente – disse la donna- adesso però non si deve agitare perché potrebbe avere dei forti crampi agli arti e dei capogiri”

“Già fatto” sussurrò Cam tenendosi la testa. Mike soffocò un sorriso, eccolo lì, impertinente come al solito. Malgrado pareva che gli fosse passato sopra un autotreno, la sua bellezza non sembrava esserne scalfita. Smagrito, con le occhiaie, la barba ed i capelli incolti gli davano ancora di più il fascino del ragazzo dannato, dietro al quale tutte volevano perdersi per non tornare più.

Sajf

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