Allegoria del cattivo governo Avarizia, superbia e vanagloria

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Di Anthony Domino

Nel biennio 1338-1339 il pittore Ambrogio Lorenzetti realizzò il ciclo di affreschi “Allegoria ed effetti del buono e del cattivo Governo” su commissione del governo comunale della Città di Siena, allora retto da un collegio di nove cittadini. Gli affreschi, composti da quattro scene disposte lungo le pareti della Sala del Consiglio dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena, hanno un evidentissimo intento allegorico-didascalisco di natura politica: vogliono, cioè, mettere a paragone il buono e il cattivo governo e i loro effetti.

Prendiamo in esame, in questo editoriale, solo uno dei quattro affreschi, cioè Allegoria del cattivo governo. Come potete vedere nell’immagine qui riportata, al centro dell’affresco siede in trono un mostro dalle sembianze demoniache dotato di corna e di zanne, la personificazione della Tirannide: nella mente del Lorenzetti, egli doveva essere la persona o il gruppo di persone che regge il governo della città. La Tirannide viene rappresentata come assoluta, ovvero sciolta da qualsiasi vincolo o legame, al contrario della Giustizia in trono, presente nell’affresco opposto Allegoria del Buon Governo, che al contrario è legata ad una corda tenuta nelle mani di ventiquattro uomini, che simboleggiano la comunità senese. Il messaggio è chiaro: il governo è buono quando è controllato dai cittadini, quando sopra di esso aleggiano – come nell’affresco del Buon Governo – fede, speranza e carità. Ma ben altro aleggia sopra la Tirannide: vi scorgiamo l’Avarizia, la Superbia e la Vanagloria.

Se riportiamo tutto nella nostra realtà territoriale e se spersonifichiamo Tirannide e Giustizia in trono, vediamo che i nostri amministratori locali sono contraddistinti da Avarizia. E’ l’avarizia che porta alla frammentazione politica, all’ingovernabilità e ai continui ribaltoni e cambi di casacca; è l’avarizia che induce gli uomini deboli, cui la Tirannide concede di partecipare alla res publica, ad accettare o addirittura a chiedere tangenti, favori e qualsiasi altra utilità a proprio esclusivo vantaggio (e con conseguente nocumento per la collettività); è l’avarizia che avrebbe indotto Di Giacinto e il suo vice ha farsi protagonisti di diffuse corruttele (a tal proposito degni di nota sono i due articoli dedicati all’interno). Si sa, l’avarizia non cammina mai da sola, ma fa il paio con la Superbia: essi non possono accettare il fallimento delle loro azioni e delle loro intenzioni, perché non possono che essere superiori agli altri, non possono che meritare posizioni di privilegio – in alcuni casi illecite – e gli altri non possono che accettare sommessamente il cristallizzarsi di questa condizione; d’altra parte se non per superbia, per quale altra ragione l’amministrazione ficarazzese si intestardisce a non ammettere il proprio fallimento, a non ammettere che il dissesto finanziario ormai acclarato dipende dalle proprie responsabilità? E’ sempre colpa degli altri? Ma poi… chi sono questi altri? A completare il trio dei vizi capitali ecco la Vanagloria, raffigurata nell’affresco senese con uno specchio in mano, come a volersi specchiare, come a glorificare la propria immagine e il proprio operato; e cosa fa il sindaco ficarazzese Paolo Martorana, se non riportare (nell’intervista all’interno di questo numero, che vi invitiamo a leggere) una lista di lavori pubblici di ordinaria manutezione come se fossero un radicale stravolgimento dell’assetto urbano del territorio? Forse la vanagloria, congiunta alla superbia, porta a sovrastimare la portata dei propri risultati. Sempre che di risultati si possa parlare, dato che l’esecuzione dei suddetti lavori è prevista nel corso del 2020.

Chi è stato nella Sala del Consiglio dei Nove sa il ciclo del Lorenzetti è completato da altri due affreschi: Effetti del buon Governo ed Effetti del cattivo Governo. Se doveste scegliere, quale affresco scegliereste per indicare la situazione odierna delle nostre comunità? Vedete il Governo tenuto da una corda oppure lo vedete senza controllo e autoreferenziale? E’ possibile notare che all’Allegoria del cattivo Governo Lorenzetti fa seguire logicamente gli Effetti del cattivo Governo, in cui si vedono i cittadini distruggere piuttosto che costruire – così come nelle nostre comunità impera il particolarismo, così come alla fine di ogni tornata elettorale le nostre comunità sono dilaniate da dissidi intestini; in cui si vedono le attività economiche miserabili: se leggete gli articoli riguardanti la sollevazione degli esercenti villabatesi noterete un’impressionante similitudine; in cui si vede volare sinistro il Timore, simbolo dell’incertezza che domina la nostra vita quotidiana.

E’ il caso di dire, infine, con sommo dispiacere che oggi la realtà ha superato l’allegoria.

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